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Quando sette anni fa ho varcato la porta della Casa Albergo Inpdap di Pescara ero una "giovane donna" di 95 anni. Le mie gambe erano ancora ben salde e la schiena dritta, il bastone era solo un elemento vezzoso da poggiare accanto alla sedia. Il tempo scorreva scandito dalle passeggiate nella pineta dannunziana su cui si affacciano le nostre stanze, il nostro piccolo mondo. Quel mondo che con altri 114 ospiti della struttura – età media tra gli 80 e gli 85 anni – divido sotto lo sguardo vigile e premuroso dei dipendenti di questa struttura, non certo un ospizio ma un albergo a cinque stelle vista mare… se si alloggia ai piani più alti.
Mi chiamo Evandra e ho compiuto 102 anni lo scorso settembre, circondata dall´affetto e dalla presenza delle mie sorelle "più giovani" di 95 e 90 anni, dei miei parenti, degli ospiti della Casa, del personale. C´era persino il sindaco di Pescara, perché una concittadina che compie più di 100 anni rappresenta sempre un evento, un simbolo e, magari, anche un momento per riflettere su parole come passato, presente e futuro…
Era una giornata grigia, le nuvole schermavano completamente l´azzurro del cielo, la pioggia cadeva a sprazzi e cominciava a far freddo. In fondo è così che ci immaginiamo l´inverno della nostra vita, un inverno cui non seguirà il risveglio primaverile o, nella migliore delle ipotesi, un autunno malinconico in cui sono solo i ricordi a farla da padrone. Eppure quando mi guardo intorno e vedo i volti dei miei attuali compagni e compagne di viaggio, vedo sì visi segnati dal tempo e dall´esperienza, ma incontro anche storie che non vogliono smettere di essere tali, attimi di vita nel loro divenire.
Nella mia vita lavorativa, che ora sembra tanto lontana, sono stata maestra per oltre 36 anni, ho visto i bambini seduti dietro quei piccoli banchi crescere e diventare grandi. Oggi dalle poltrone e dai divani delle grandi sale in cui trascorriamo parte delle nostre giornate, oppure seduta sulla veranda luminosa di fronte ai grandi pini che arrivano sino alla spiaggia, osservo uomini e donne scrutarsi come adolescenti alle loro prime schermaglie amorose, vedo nascere grandi amicizie che forse finiranno per motivi banali, ascolto discussioni politiche, grandi proclami tra sogni ed ideali senza tempo, come se ci fosse ancora tutta la vita davanti….
Non è sempre facile. Capita di sentirsi soli, capita di avere paura. Come avviene sempre, come avviene durante tutto il corso della propria vita.
Non sono arrivata a questa età perché sono un´ottimista o perché sono migliore di chi si è fermato prima di me. Sono arrivata fin qui perché ciascuno ha il proprio destino. E il mio destino mi ha portato a vedere due guerre mondiali, mi ha fatto perdere mio marito quando avevo solo 42 anni, mi ha portato via un bambino dopo poche ore di vita… Ma è la mia vita e qui la posso guardare con animo sereno. Perché è così che noi tutti dovremmo vivere anche il nostro tramonto… in una serenità attiva, tra persone che non ci accudiscono come fossimo oggetti, come non avessimo una nostra volontà, ma che sanno ascoltarci e guardare oltre i nostri dati anagrafici, i nostri capelli bianchi, il bastone e il mal di schiena.
Ogni epoca della nostra vita ha i suoi bisogni, le sue esigenze, le sue paure, persino le sue speranze… qui abbiamo un luogo dove condividerle, qui ognuno di noi porta il proprio passato e il proprio pezzetto di futuro dimenticando di domandarsi continuamente se e quanto durerà… nella Casa Albergo Inpdap di Pescara siamo ancora persone e io " con i miei 102 anni, il mio volgere di secolo abbondantemente superato – posso dirlo senza paura di essere smentita…
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Il punto
L´Inpdap ospita gli anziani nelle case albergo di Monte Porzio Catone (RM) e Pescara. Presso queste strutture gli ospiti, alloggiati in camere singole o doppie per i coniugi, beneficiano di vitto, alloggio, servizi comuni, assistenza sociale, medica, dietetica e infermieristica, insieme ad attività di tipo culturale e ricreativo. La quota mensile (retta) viene periodicamente aggiornata in base alle variazioni del costo della vita (attualmente è di 537,11 euro per la stanza singola e di 914,12 euro per la doppia - aggiornamento al 2006).
È importante sapere che:
- hanno diritto alla prestazione i pensionati già iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, insieme ai loro coniugi, o i vedovi di pensionati iscritti, naturalmente nei limiti della disponibilità di posti;
- i richiedenti devono essere in possesso di un reddito sufficiente a coprire la retta mensile per sé ed eventualmente per il coniuge. In caso di rendita insufficiente, chi fa domanda può indicare un tutor che si impegnerà formalmente a garantire il pagamento mensile;
- i richiedenti devono godere di completa autosufficienza psicofisica: questa viene accertata da una commissione medico-amministrativa (Nucleo di valutazione geriatrico) prima nella fase istruttoria della domanda e poi annualmente. Dagli 85 anni in poi l´esame diventa semestrale;
- la domanda va fatta tramite il modulo disponibile online, nelle Sedi provinciali e territoriali Inpdap o presso le due case albergo. Compilato in tutte le sue parti, il modulo va consegnato alla direzione della casa albergo prescelta, o presso la Sede Provinciale o Territoriale Inpdap di residenza;
- sulla base delle domande pervenute l´Inpdap stila ogni trimestre due graduatorie, distinte per ciascuna struttura. In caso di ammissione il richiedente viene avvisato con raccomandata A/R;
- una volta ottenuta, l´ospitalità presso la casa albergo è a tempo indeterminato, ma la prestazione può essere sospesa per dimissioni volontarie dell´ospite, per il mancato pagamento della retta o se viene a mancare il requisito dell´autosufficienza psicofisica. In quest´ultimo caso, l´Inpdap si impegna a cercare una soluzione alternativa, quale il ricovero presso un centro in grado di fornire l´assistenza richiesta nell´ambito del Servizio sanitario nazionale, o in una struttura convenzionata.
Approfondimenti
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