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Salvatore ha 68 anni ed è di Napoli, “Precisamente del quartiere Stella, dove nacque il principe della risata Totò nel lontano 1898”, ci tiene a sottolineare. Interprete e scrittore di poesie, fin da giovane ha preferito in particolare la musica per esprimere i sentimenti e le emozioni. “Il mandolino è melodico e dona allegria alle persone, per questo è la mia passione, perché amo stare in mezzo alla gente. Stasera ho il piacere e l’onore di allietarvi con alcune delle più belle canzoni napoletane, che ho scelto per voi”.
Siamo nella splendida cornice di Spoleto, città d’arte e di cultura, nel cuore della verde Umbria. E’ serata di festa al Convitto: sulla terrazza che sovrasta il panorama della città, gente cordiale e sorridente si scambia saluti e battute; c’è nell’aria una piacevole sensazione , come di “essere a casa”.
Sulle note di “Reginella”, si apre la serata di saluti per i trenta pensionati Inpdap villeggianti di Spoleto, giunti al termine del loro soggiorno. Protagonista è l’entusiasmo di stare insieme: dialetti, abitudini, sensibilità, esperienze diverse che, in sole due settimane, hanno costruito un “gruppo”.
Tra una canzone e l’altra, Salvatore lascia, a malincuore, il microfono a Gianna, una signora siciliana, piena di vitalità, che fa volontariato per gli anziani a Firenze. Lei dedica al suo pubblico una poesia improvvisata, con cui manifesta la gioia per questa esperienza e l’augurio di poterla ripetere il prossimo anno. E aggiunge: ”Esprimo un desiderio, chiedo la serenità, la felicità e, se possibile, anche l’amore”.
Non poteva mancare, allora, una melodica serenata che Corrado, accompagnato al mandolino da Salvatore e incoraggiato dall’applauso del pubblico, dedica, in ginocchio, a sua moglie. Spettacolo e spettatori si confondono in una girandola di musica, colori ed emozioni.
Gianna riprende la parola e, a nome di tutti gli ospiti, ringrazia le persone che hanno contribuito a rendere piacevole il loro soggiorno: “La disponibilità e l’attenzione del direttore e di tutto il personale Inpdap sono state continue e totali. Che dire, poi, del personale di cucina che ha contribuito con prelibati manicaretti a farci alzare l’umore e, perché no, il colesterolo e i trigliceridi? Ma dove certamente il rapporto umano è stato eccezionale è nell’incontro con i giovani collaboratori e con le guide: lo scambio tra vecchie e nuove generazioni ha funzionato perfettamente. Il più delle volte erano loro a insegnarci tante cose: dalla ginnastica della mattina, all’informatica, alle lezioni di ballo la sera. Malgrado qualche resistenza, sono anche riusciti a coinvolgerci nelle visite guidate e nelle escursioni. Non abbiamo perso l’opportunità di conoscere Spoleto, Assisi, Cascia e altre belle località umbre: la premura, la disponibilità ad accogliere le nostre richieste, le mille attenzioni alle nostre piccole manie hanno fatto di questi ragazzi i nostri veri angeli custodi. Torniamo, così, ognuno a casa propria con qualche anno in meno e con tanta gioia (e chili) in più”.
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