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È una vita che sento parlare di questo paese così lontano e affascinante. Nelle parole di mia moglie, il Paraguay è sempre stato dipinto come una terra piena di sole e verde, dove abitano persone dall´animo buono e gentile. Una nazione con molti problemi, ma dalle mille opportunità. E ora a 68 anni suonati, proprio come gli emigrati del passato, mi accingo a varcare l´oceano per vivere in quel paese lontano. Io che in tutta la mia vita non sono mai uscito dall´Italia!
Mi chiamo Franco, vivo a Parma, sono un pensionato Inpdap e per 36 anni ho lavorato come funzionario del comune. A gennaio ho festeggiato il 30esimo anniversario di nozze con Gabriela, che quando aveva solo 18 anni partì dal Paraguay per venire in Italia. Nonostante sia perfettamente integrata e si senta ormai italiana, non ha mai scordato il paese in cui è nata. In Brasile la chiamano saudade, in Paraguay non lo so, ma di certo la mia Gabriela ne soffre!
Così per il nostro anniversario ho deciso di farle il regalo più bello: andare a vivere insieme in Paraguay. Non è stata una scelta facile, e sono tante le difficoltà da affrontare. Il primo problema è stato quello della pensione. Come farmela accreditare? Dove? In che modo? Con quale sicurezza? I dubbi erano tanti, ma soprattutto non mi fidavo a fare accreditare direttamente i miei soldi in un paese distante 10mila chilometri. Io ancora faccio i conti in lire, farli in guaranì (la moneta del Paraguay) sarebbe troppo! Mia moglie mi ha consigliato di chiedere all´Associazione Italiana Residenti all´Estero, ma io ho preferito rivolgermi direttamente all´Inpdap. In fondo sono loro che mi pagano la pensione, perché non dovrebbero aiutarmi?
Sul sito dell´Istituto ho trovato l´indirizzo di posta elettronica a cui scrivere per avere chiarimenti sulle pensioni dei residenti all´estero. Ho scritto e in poco tempo ho ricevuto una risposta dettagliata che mi ha tolto ogni dubbio. Ho capito che la mia pensione può anche essere accreditata su un conto corrente italiano, basta fornire un domicilio d´appoggio: sì perché l´Inpdap deve poter inviare le proprie comunicazioni - le informative, il cedolino a inizio anno, il Cud - presso un indirizzo italiano.
Poi ho scoperto che la mia banca poteva aiutarmi: dopo una rapida chiacchierata con il direttore della mia filiale, ho avuto tutta la loro disponibilità e ora posso utilizzare l´indirizzo della banca come domicilio d´appoggio. Riceverò i miei soldi in Paraguay con un bonifico. Dovrò pagare una piccola commissione, ma non importa perché così mi sento più tutelato. E poi, oltre alla sicurezza di fare tutto in Italia, c´è il vantaggio che la pensione me la continua a pagare la stessa Sede provinciale che me l´ha pagata fino a oggi.
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