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“Gli europei sono preoccupati dall'impatto della globalizzazione sul loro lavoro e dal rischio di scivolare nella povertà”: con queste parole Vladimir Špidla, Commissario europeo per l’occupazione e gli affari sociali, ha sintetizzato lo stato d’animo che accomuna i cittadini europei in questo inizio di terzo millennio. Preoccupazioni che rendono quanto mai opportuna la rinnovata agenda sociale presentata a Bruxelles il 2 e il 3 luglio dal Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e dallo stesso Špidla.
Una recente indagine realizzata da Eurobarometro (l’istituto per i sondaggi della Commissione Europea), rivela che il 49% dei cittadini europei ritiene che tra venti anni la vita sarà peggiore di quella attuale, mentre il 38% crede che migliorerà.
Il pacchetto di misure contenute nella nuova agenda sociale è stato presentato da Barroso come uno strumento specifico finalizzato a “rispondere rapidamente ai cambiamenti economici e sociali e di potenziare le opportunità, l'accesso e la solidarietà per i cittadini dell'Ue. Il successo economico – ha aggiunto il Presidente - apporta vantaggi sociali e il pacchetto proposto oggi dalla Commissione mira a far sì che nessuno venga dimenticato e che la prosperità dell'Europa venga condivisa da tutti". Uno dei principali obiettivi del pacchetto è quindi quello di preparare i cittadini europei, in particolare i giovani, ad affrontare una realtà in rapido mutamento – determinato da globalizzazione, progresso tecnologico e invecchiamento della società – ed evoluzioni come il recente aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e del petrolio e le turbolenze nei mercati finanziari.
Partendo dalla incoraggiante constatazione che nel 2005 gli Stati membri dell’Unione europea hanno dedicato alle spese sociali il 26% del prodotto interno lordo, a fronte del 15% degli Usa e al 17% del Giappone, si è rilevato che tale impegno può essere gestito in modo più mirato ed efficiente. Prioritario per il periodo 2008-2010 diventa quindi il “rafforzamento del Metodo di coordinamento aperto (Ocm) per la protezione e l’inclusione sociale”, indirizzo di lavoro che è anche il titolo della comunicazione presentata il 2 luglio dalla Commissione al Parlamento europeo.
Fino ad oggi, tramite l’Ocm, gli Stati membri hanno definito obiettivi e indicatori comuni e si sono impegnati a riferire e comparare sistematicamente le politiche adottate e risultati conseguiti. La Commissione propone ora una ancor più stretta collaborazione tra gli Stati membri finalizzata a rendere le rispettive politiche di protezione e integrazione sociale più rispondenti alle esigenze fatte registrare dall’evoluzione della società. Il pacchetto adottato il 2 e 3 luglio comprende un complesso di 19 iniziative, in tema di occupazione e affari sociali, istruzione e giovani, salute, società dell’informazione e affari economici. Iniziative riconducibili a quattro aree di intervento, volte al conseguimento di quattro obiettivi: primo, un significativo accrescimento dell’impegno politico e della sua visibilità presso i cittadini; secondo, una maggiore interazione tra la politica sociale e le altre politiche europee, in funzione del loro impatto sulla coesione sociale; terzo, una conoscenza sempre più approfondita e documentata delle problematiche sociali, da supportare con analisi statistiche sempre più puntuali, che consentano l’individuazione di obiettivi quantificati; quarto, un’azione volta a rafforzare il mutuo apprendimento, elemento focale della partecipazione attiva degli Stati membri alle politiche sociali comunitarie.
Luglio 2008
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