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La previdenza complementare è un valido aiuto per mantenere, una volta in pensione, un tenore di vita simile a quello che si aveva durante l´attività lavorativa.
Tutti i dipendenti, con minore o maggiore anzianità lavorativa, possono trarre benefici, di natura sia contributiva sia fiscale, dall´adesione a un fondo pensione.
Vediamo nel dettaglio quali sono questi vantaggi. Ogni aderente puņ:
- dedurre dall´imponibile Irpef i contributi versati al fondo pensione fino a un massimo di 5.164,57 Euro (per i dipendenti pubblici i contributi sono deducibili entro il limite più basso tra questi: 12% del reddito complessivo; due volte la quota di Tfr destinata a previdenza complementare; 5.164,57 Euro);
- godere di un versamento contributivo mensile del proprio datore di lavoro, di regola previsto dalla contrattazione collettiva per chi aderisce a un fondo negoziale;
- ottenere un rendimento presumibilmente superiore a quello stabilito per legge per il Tfr;
- richiedere l´anticipo su quanto maturato presso la forma pensionistica complementare, per sostenere spese sanitarie (terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche), acquisto della prima casa per sé o per i figli, ristrutturazioni, ecc..
Queste regole potrebbero variare con l´estensione al pubblico impiego delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 252 del 2005 sulla previdenza complementare dei lavoratori del settore privato.
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